Vespa elettrica: lo stile italiano finalmente in elettrico!

Vespa Elettrica Piaggio

Saranno le sempre più stringenti norme antinquinamento o la futura abolizione di veicoli a benzina e diesel prevista da molti Paesi, fatto sta che ad EICMA 2017 sono state presentate numerose proposte di moto ecologiche. Tuttavia, poche case motociclistiche "tradizionali" hanno mostrato prodotti appetibili. In generale, moto e scooter elettrici faticano ad appagare il gusto estetico dei consumatori, anche a causa del pacco batterie. Naturalmente, la Vespa Elettrica presentata da Piaggio rappresenta una felice eccezione! Se è vero che lo stile italiano è famoso nel mondo, anche questa volta la casa di Pontedera è riuscita a tenere alto l'onore coniugando tradizione ed innovazione!

La Vespa Elettrica, che sarà integralmente prodotta a Pontedera e venduta nel corso del 2018 (anche se una data certa non è ancora disponibile), presenta soluzioni estetiche simili alla versione a benzina. Rimangono gli inconfondibili fianchi arrotondati, alleggeriti dall'assenza del terminale di scarico, ed il faro tondo. Ma la versione esposta ad EICMA presenta anche un'inedita colorazione argento metallizzato con finiture blu elettrico.

Naturalmente, l'estetica non è l'unico aspetto interessante di questo modello, che da oltre 70 anni continua a rinnovarsi e far parlare di sé! Il motore della nuova Vespa è una Power Unit con potenza continua dichiarata di 2 kW ed una potenza di picco di 4 kW. Tradotto in termini più comprensibili, ciò significa che le prestazioni sarebbero superiori a quelle di un tradizionale scooter 50 cc, con consistenti vantaggi in fase di accelerazione.

Yamaha presenterà la "moto da compagnia" MOTOROiD al prossimo Salone di Tokio

Yamaha MOTOROiD Concept

Il Tokio Motor Show, anche noto come Salone di Tokio, è l'evento motoristico più importante per il Giappone. Si svolge ogni due anni e l'edizione 2017 aprirà al pubblico il prossimo 27 ottobre (con i due giorni precedenti, come di consueto, riservati alla stampa). Durante la kermesse vengono presentati al pubblico autovetture, mezzi commerciali e motoveicoli. Ed è ovvio che i costruttori giapponesi vogliano ben figurare all'evento di casa, Yamaha compresa. In perfetto stile giapponese, questo salone è particolarmente importante per l'esibizione di concept futuristici ed ipertecnologici. Per questo motivo la casa di Iwata presenterà un concept unico nel suo genere, denominato MOTOROiD.

Sappiamo ancora poco su questa moto e dovremo aspettare l'apertura del Salone per saperne di più. Per ora Yamaha ha solo anticipato le novità che porterà all'evento, inclusa appunto la MOTOROiD, con tanto di fotografie, come quella in apertura dell'articolo. L'immagine basta a chiarire gli intenti della casa dei tre diapason. Il richiamo ai manga è evidente ed i riferimenti alla cultura giapponese ed alla loro visione del futuro non mancano. Ma se l'aspetto esteriore non vi impressiona, leggete l'articolo fino in fondo per scoprire la vera rivoluzione pensata da Yamaha!

Dal punto di vista tecnico, la propulsione è ovviamente elettrica (quasi un must in questo periodo), con motore nel mozzo posteriore e pacco batterie in bella vista sotto il telaio, che non sfigurano grazie al design ricercato. Sappiamo anche, grazie alle foto, che le sospensioni non saranno tradizionali (in particolare, non è presente la forcella anteriore a steli). Il freno anteriore sembra, invece, dotato di un classico disco, in controtendenza rispetto all'obiettivo di cambiamento radicale perseguito in tutto il resto della moto.

I semi truck Nikola e la mobilità elettrica

Camion Nikola Motors

Quando l’elettrico guadagna…”massa”: i camion elettrici Nikola Motors hanno convinto anche Bosch, che fornirà la sua piattaforma modulare eAxle, partecipando anche alla definizione delle fuel cell che lo alimenteranno. Tra tutte le start-up di veicoli elettrici, Nikola Motors è una delle poche ad aver presentato anche un mezzo pesante; la prima ad essere stata introdotta è una motrice per semirimorchi ibrida a gas, con sei motori nelle ruote, 320 kWh di batterie ricaricate da una turbina a gas metano a 400 kW ed un’autonomia di 1200 miglia. Il nuovo progetto è ora ad idrogeno, la turbina si è trasformata in una fuel cell e soprattutto vede la collaborazione di un colosso come Bosch nello sviluppo delle celle.

L’ambizioso programma prevede l’entrata in produzione nel 2021 e i due camion soprannominati Nikola One e Two avranno più di 1000 cavalli e una coppia di circa 2700 Nm, con peso superiore alle 15 tonnellate. La potenza, come detto, sarà generata dalla piattaforma elettrica modulare eAxle, che Bosch ha presentato di recente al salone di Detroit. Ovviamente la versione del Salone sarà fortemente personalizzata per il progetto Nikola-Bosch.

Per ora si sta pensando di sviluppare una prima serie di 5000 camion attraverso i cosiddetti Glider kit (camion senza powertrain, scelto dall’acquirente e installato dall’assemblatore specializzato Fitzgerald). Il programma è quello di inserire nei camion la guida autonoma e costruire una rete di più di 300 stazioni di rifornimento per l’idrogeno: ricordiamo, a questo proposito, che nel prezzo di acquisto sarà compreso il carburante per 1 milione di miglia.

Cosa sono i livelli di guida autonoma definiti dalla SAE International Automotive

Guida autonoma senza conducente 

La guida autonoma non è più soltanto nei libri e film di fantascienza, da un po' di tempo ci stiamo ormai abituando all'idea che auto senza conducente possano davvero girare sulle nostre strade. Noi di ecoAutoMoto ne abbiamo parlato spesso, ma non siamo mai entrati nei dettagli tecnici e normativi... Anche perché ancora ci sono tanti dubbi e molte poche certezze (in particolare, dal punto di vista legale). Tuttavia, un'importante classificazione sta prendendo sempre più piede nel linguaggio comune. Ci riferiamo ai livelli di guida autonoma definiti dalla SAE International Automotive.

La SAE (Society of Automotive Engineers) riunisce gli ingegneri che si occupano di automotive e si occupa di sviluppare e definire gli standard ingegneristici per veicoli motorizzati di ogni genere, tra cui automobili, autocarri, navi e aeromobili. E certamente non potevano ignorare la guida autonoma. Hanno così definito 5 livelli (o classi), oltre al "non livello" 0, per descrivere il grado di autonomia delle auto, che potrà poi essere eventualmente utilizzato per stabilire limiti e vincoli normativi. Il livello inferiore è lo 0, mentre il più alto è il 5, anche se in futuro la classificazione potrebbe essere incrementata. Ma vediamo nel dettaglio cosa prevede ciascun livello.

Anche Royal Mail punta sull'elettrico per le consegne

Un furgone elettrico Arrival di Royal Mail

Anche il servizio postale della Gran Bretagna si converte ai veicoli ecologici. La Royal Mail, infatti, ha in poco tempo espanso il suo parco mezzi con oltre 200 veicoli elettrici. L'obiettivo non riguarda tanto il risparmio economico, quanto il miglioramento dell'immagine dell'azienda che, proprio a causa dell'elevato numero di mezzi a disposizione, ha necessità di mostrarsi sempre più "green".

A circa un mese dall'annuncio dell'ordine di 100 van elettrici modello Peugeot Partner per la consegna a zero emissioni di lettere e pacchi, il servizio di posta inglese ha annunciato di aver siglato un accordo con l'azienda Arrival per la fornitura di altri van elettrici di maggiori dimensioni, per un totale di ulteriori 100 veicoli. Arrival Ltd è una compagnia di Banbury (nella contea inglese di Oxfordshire) specializzata nella progettazione e sviluppo di veicoli elettrici, in particolare mezzi commerciali leggeri.

I furgoni di Arrival (da 3, 5 e 7 tonnellate) sono stati già messi alla prova dalla Royal Mail durante un periodo di test che ha coinvolto nove esemplari della casa inglese, i quali hanno un'autonomia considerata sufficiente per gli obiettivi dell'azienda postale (pari a circa 136 km con una ricarica). Tutti e 100 i van elettrici saranno utilizzati quotidianamente presso il centro operativo di Londra di Mount Pleasant. Come già detto, l'obiettivo non è il risparmio, essendo i costi di gestione di questi mezzi assimilabili a quelli delle alternative a gasolio. 

Tesla Model 3: prime consegne e finalmente disponibili le specifiche

Presentazione durante la consegna delle prime Tesla Model 3

Per i 500 mila trepidanti clienti che hanno pre-ordinato la Tesla Model 3, è finalmente consultabile l’elenco completo delle specifiche. L’elettrica di Fremont è ufficialmente in consegna, dopo che il numero uno di Tesla, Elon Musk, ha mostrato due giorni fa i primi 30 esemplari, anche se per le immatricolazioni fuori dalla California e in Europa occorrerà attendere il 2018. La neonata Tesla presenta due versioni, quella standard con motore singolo e trazione posteriore (55 kWh, da 35 mila dollari, 220 miglia di autonomia, per un’accelerazione 0-100 km/h in 5,6 secondi e una velocità massima di 209 km/h) e quella long range (75 kWh, da 44 mila dollari. 310 miglia di autonomia per 225 km/h di velocità massima, con accelerazione 0-100 in 5,1 secondi). Entrambe le versioni sono lunghe 4,69 metri, larghe 1,93 e alte 1,44, con un passo di 2,87 metri e fari full led.

Per la versione long range si potranno ripristinare circa 273 km in 30 minuti con i Supercharger (a pagamento), mentre con una presa 240V 40A si ripristineranno 60 km ogni ora. Per la batteria standard invece parliamo rispettivamente di 209 km in mezz’ora con Supercharger e 48 km a ora per il sistema domestico. Le prime Model 3 avranno di serie la batteria long range, mentre la versione standard sarà disponibile in autunno. In primavera negli USA uscirà anche la versione a doppio motore, con prestazioni e autonomia superiori.

Gli interni sono minimal, confermando la scelta stilistica della casa. La vettura presenta un singolo touch screen da 15’’ sopra il tunnel centrale; si aggiungono di serie telecamera posteriore, comandi vocali, apertura via app, wi-fi e connessione LTE. Come optional, il cliente può scegliere il pacchetto premium da 5 mila dollari con tetto in vetro, sedili riscaldati e regolabili elettricamente, come specchietti e volante, impianto audio specifico e fendinebbia Led. Il colore di serie è il solid black, mentre le altre 5 alternative hanno un costo di 1.000 dollari: Midnight Silver Metallic, Deep Blue Metallic, Silver Metallic, Pearl White, Red.

Dalla Francia "accuse" ai veicoli elettrici

Renault Twizy in Francia

Due campagne pubblicitarie di aziende francesi di car sharing elettrico sono state segnalate per scorretta informazione da parte dell’associazione Observatoire du Nucleaire, con la “colpa” di aver utilizzato la formula “100% ecologico” nel descrivere il proprio servizio. La Giuria di Deontologia Pubblicitaria ha sancito che “il carattere ecologico viene descritto senza elementi di paragone” e che l’utilizzo del servizio “ha certamente qualche effetto negativo sull’ambiente”, vedi l’usura dei veicoli e la corrente necessaria alla ricarica, di cui non viene specificata l’origine rinnovabile. Le due campagne incriminate sono Autolib’ e Bluely, car sharing elettrici di Parigi e Lione. Della prima, l’Observatoire ha confermato che l’energia utilizzata è principalmente nucleare, dichiarando che certo, l’auto elettrica “non inquina mentre si muove, ma inquina prima e dopo, sposta l’inquinamento”.

Sempre in Francia, un’altra pubblicità è stata bocciata lo scorso mese: stiamo parlando dello spot della Renault Zoe, che incita a girare in auto per combattere l’inquinamento. Messaggio, questo, immediatamente segnalato all’Autorità dei Trasporti. Ribattuta subito la difesa di quest’ultima che si appellava alla nota con asterisco che specifica che le zero emissioni non si riferiscono all’intero ciclo di vita o alla produzione di corrente, con la successiva accusa della giuria di esplicito incitamento all'utilizzo dell’auto elettrica per preservare l’ambiente, oscurando mezzi meno nocivi come il trasporto pubblico o la bicicletta. E con questa, Le Monde riporta a 9 le sentenze della Giuria contro le pubblicità di auto elettriche in Francia.