In arrivo le colonnine ultra-rapide Nidec UFC

Categoria: TECNICA
Pubblicato Venerdì, 25 Maggio 2018 09:12
Scritto da Matteo "ufo" Bucchi
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Colonnine Nidec Ultra Fast Charger

La diffusione delle auto elettriche nel bel Paese incontra ancora qualche ostacolo: la diffidenza degli italiani è dovuta, oltre che ai prezzi di listino, principalmente alla scarsa diffusione delle colonnine e ai tempi di ricarica, ancora troppo lunghi. Non dimentichiamoci dell’autonomia delle batterie, ancora troppo breve. D’altro canto, la strada dell’elettrico è stata intrapresa da tutte le case automobilistiche principali, a testimonianza del fatto che la sensibilizzazione verso una mobilità sostenibile sta dando i suoi frutti.

La NIDEC INDUSTRIAL SOLUTION, filiale italiana della giapponese Nidec, una delle multinazionali più importanti nel settore dei motori elettrici, si propone di risolvere due dei problemi principali dell’elettrico, quello delle colonnine di ricarica e quello dei tempi di ricarica. La Nidec lancia la colonnina UFC, acronimo di Ultra Fast Charger. Il nome suggerisce già che si tratta di un sistema a colonnina di ricarica super-veloce. Questa rivoluzionaria colonnina infatti, a differenza di quelle attualmente installate nelle nostre strade, non attinge l’energia direttamente dalla rete elettrica quando un’auto viene collegata, ma ha al suo interno un pacco batterie da 160 kWh e 800 Volt preposta a ricaricare l'auto o le auto connesse. Il sistema permette di restituire fino a 500 km di autonomia in un tempo record di 15 minuti, anche se sarebbero ancora pochi i modelli di elettrica che vantano un’autonomia così alta.

La colonnina UFC potrebbe davvero rivoluzionare la diffusione delle auto elettriche. Il vantaggio rispetto ai classici sistemi di ricarica è quello di ricreare una sorta di serbatoio dell’energia, in modo da evitare i picchi di assorbimento e garantire la massima stabilità alla rete, per poterne evitare il collasso dovuto ad una eccessiva richiesta. Naturalmente, una volta scarico, il pacco batterie sfrutta la rete per ricaricarsi, limitandosi a un assorbimento di 50 kW (questo avviene anche in presenza di una vettura collegata alla macchina: in questo caso, la vettura a zero emissioni verrebbe ricaricata con una tecnologia a 50 kW).

Naturalmente, dovendo far fronte a una richiesta di energia consistente – immaginando per esempio migliaia di vetture collegate alla UFC contemporaneamente – ci si pone il dubbio sulla capacità del gestore dell’energia nel soddisfare questa richiesta. Chiaramente, un parco auto green a zero emissioni è auspicabile, ma auspicando parallelamente un’alimentazione altrettanto ecologica. Questo, intanto, per le infrastrutture rappresenta una bella sfida, quella di adeguarsi di pari passo alla nuova richiesta di energia. Noi di ecoAutoMoto siamo fiduciosi.