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Difficoltà dell'elettrico in Italia

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Categoria: NOTIZIE
Pubblicato Venerdì, 26 Luglio 2013 11:25
Scritto da Jona Hoxhaj
Visite: 3468

Difficoltà di ricarica auto elettrica in Italia

L'auto elettrica, in Italia, stenta a decollare. E' quanto emerge dallo Smart Grid Report dell'Energy&Strategy Group del Politecnico di Milano, studio presentato il giorno 9 Luglio.
Nel 2012 sono state immatricolate solamente 524 auto elettriche, lo 0.04% del totale. La diffusione delle auto elettriche ed ibride è difficoltosa soprattutto tra i privati: l'80% delle immatricolazioni del 2012 è attribuibile a flotte di noleggio.
Nemmeno gli incentivi sembrano avere successo. Previsti per gli anni 2013, 2014, 2015, essi valgono 40 milioni di euro l'uno, ma si tratta di incentivi ad esaurimento. Il tetto massimo è di 5.000 euro o comunque entro un massimo del 20% del costo della vettura, al netto delle imposte, qualora il limite sia inferiore a 5.000. Per richiederli è necessario rottamare una vettura che abbia almeno 10 anni e sia stata posseduta almeno per un anno dall’ultimo proprietario. E’ evidente però che la cifra di 5.000 euro sia quantomeno ridotta se rapportata ad un'auto elettrica.

Ci sarebbe molto da lavorare anche per quanto riguarda le infrastrutture: ci sono solo 458 punti di ricarica, di cui oltre la metà tra Firenze, Milano e Roma. E anche dove sono presenti, non mancano le polemiche ed i problemi tipici del Bel Paese (si legga, ad esempio, questo articolo su Repubblica o questo blog di denuncia sui "problemi di ricarica").
Bisogna infine affrontare anche il problema della mancanza di uno strandard. Oggi esistono 4 alternative di ricarica e almeno 5 tipologie di connettori predisposte per l'interfaccia macchina-colonnina, senza contare altre tecnologie alternative come la ricarica ad induzione e il battery swapping (ricordiamo il fallimento di Better Place, il primo propugnatore di questa soluzione, a causa dell'importante investimento richiesto, ma va ribadito che tale concept di ricarica potrebbe essere interessante per compagnie di autonoleggio, taxi e car sharing, consentendo loro di limitare la numerosità delle stazioni di sostituzione delle batterie e il numero delle stesse batterie per stazione, per una maggiore standardizzazione dei veicoli in termini di dimensioni di batterie e modalità di montaggio/smontaggio).

In verità già nel 2010 la Delibera AEEG ARG/elt 242/10 aveva avviato un procedimento di selezione di un massimo di sei progetti pilota da portare a conclusione entro il 31 dicembre 2015, per la diffusione su larga scala della mobilità elettrica. Nonostante la generosa copertura economica offerta - 728 euro all'anno per punto di ricarica dei veicoli - a due anni dal via ci sono solo 5 progetti e sono state presentate solo 10 domande.
Motivi di tali ritardi: difficoltà del coinvolgimento delle amministrazioni comunali, difficoltà di introduzione dei veicoli elettrici nelle flotte pilota e scarso successo presso gli utenti delle colonnine pubbliche di ricarica.

Come si evolve l'elettrico nel resto dell'Europa? In Francia nel 2012 sono state immatricolate 6.067 auto a batteria. In Norvegia 3.883, in Germania 1.294. Se volessimo raggiungere la stessa proporzione tra vetture elettriche circolanti e colonnine di ricarica che c’è in Norvegia (4:1) in Italia entro il 2020 dovremmo avere 100.000 torrette. In testa alla classifica c’è il Giappone con 14.000 colonne di ricarica, di cui 4 mila disponibili con la modalità di ricarica rapida.
Come ci spiega Il Sole 24 Ore, le previsioni più ottimistiche ci parlavano entro il 2020 di una cifra che andava tra i due ed i 3,5 milioni di veicoli elettrici ed immatricolati. Se volessimo arrivare davvero a quel valore, a partire da oggi dovremmo vendere il 50 per cento delle auto elettriche nel segmento A, quello delle piccole, ed il 20 per cento delle utilitarie (segmento B) per un totale di 300 mila unità. In più dovremmo pensare a 70 mila auto immatricolate da flotte aziendali. Tutte le città dovrebbero dotarsi poi di un servizio di car sharing che coinvolga 15 mila veicoli. Sembra tutt'altro che facile.  Anche perché in base alle proiezioni ed ai trend di crescita entro il 2020 in Italia potrebbero circolare non più di 350 mila auto elettriche, nella più rosea delle ipotesi.

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